In offerta!

La storia di due vite, tra lager e vini Doc

17,10 

di Andrea Desana

Categoria:
Se l'articolo ti è piaciuto condivilo!

Descrizione

In gioventù fu un atleta di buon valore, attore filodrammatico molto appassionato dei suoi ruoli, giornalista alle prime armi, poi l’incontro con Lena, la persona più importante della sua vita. Tutto vissuto sotto la cappa grigio-nera della dittatura fascista che porta ad una guerra assurda e non voluta. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 il tradimento e la cattura, quindi come ufficiale dell’esercito, l’esperienza di ben 13 lager nazisti della Polonia e della Germania culminata, dopo il suo reiterato “NO” alla collaborazione con il nazifascismo, nel campo di sterminio di Unterlüss, salvato dal provvidenziale arrivo degli alleati.

Quindi la fine della guerra con tutte le difficoltà di una ripresa con scarsi mezzi e nessun riconoscimento per aver partecipato alla grande azione di Resistenza degli Internati Militari Italiani, una delle più belle vicende della Storia del nostro Paese dell’ultimo secolo, ancor oggi sostanzialmente dimenticata dallo Stato Italiano.

Poi l’impegno politico nelle file della Democrazia Cristiana, dal comune di Casale Monferrato alla Provincia di Alessandria, il 1° Convegno Nazionale della Collina a Cerrina Monferrato nel 1955, quindi l’insperato successo nel 1958 con l’elezione al Senato della Repubblica, il grande lavoro per l’agricoltura ed in particolare per la vitivinicoltura italiana che culmina il 12 luglio del 1963 con l’approvazione della legge sulle Denominazioni di Origine dei Vini Italiani, lo storico D.P.R. 930, la prima della storia italica di cui Paolo fu primo firmatario e relatore. La DOC è la parola magica che accompagna gradualmente l’Italia vinicola delle sofisticazioni ad un sempre più elevato stantard qualitativo dei nostri numerosissimi vini di territorio. Nei suoi 23 anni di Presidenza del Comitato Nazionale Vini vengono approvate ben 260 Denominazioni di Origine ed oggi operano con successo 123 Consorzi di Tutela che si possono definire vere e proprie fortezze economiche e sociali a difesa di tanti territori del nostro Paese. Oggi quattordici milioni di Enoturisti che ogni anno percorrono in lungo ed in largo la nostra penisola sono la prova della grande intuizione di Paolo Desana nell’individuazione del vino come un formidabile strumento di promozione e valorizzazione territoriale.

Autore

Andrea Desana figlio di Paolo, si laurea in Scienze Agrarie presso l’Università di Torino e poi ottiene il Diploma di Specializzazione post-laurea in Viticoltura ed Enologia sotto la guida del prof. Italo Eynard. Inizia l’attività lavorativa presso la Coldiretti di Alessandria, poi per dodici anni a cavallo del secolo ricopre l’incarico di Direttore della Federazione Interprovinciale di Vercelli e Biella e, in campo risicolo, contribuisce a promuovere la richiesta di riconoscimento alla IGP del Riso della Valle del Po. Dal 1990 al 1995 ha avuto una parentesi politico amministrativa nella quale, come esponente della Democrazia Cristiana, viene eletto Consigliere Comunale a Casale Monferrato e contemporaneamente Assessore Provinciale all’Agricoltura e Formazione Professionale ad Alessandria. Negli anni successivi riveste il ruolo di Presidente del Circolo Culturale Ottavi, fondato dal padre Paolo nel settembre del 1982 e, come Delegato Regionale della Unione Nazionale Veterani dello Sport, contribuisce ad organizzare il Gran Premio Etico Unesco di ciclismo da Casale Monferrato al castello di Grinzane Cavour. Nel 2018 con l’incarico di Presidente, al castello paleologo di Casale, apre ufficialmente la sede del Comitato Casale Monferrato capitale della DOC dove viene ospitato l’archivio librario e documentale Desana – Marescalchi che nel 2022 ottiene il Riconoscimento dal Ministero della Cultura di “Bene di Interesse Storico Particolarmente Importante”. Ha collaborato, oltre che con le testate locali, con importanti giornali del settore vitivinicolo quali Il Corriere Vinicolo e Le Terre del Vino. Dal 2017 è Presidente della Associazione “Li riporteremo a casa in Monferrato” che nel 2022 contribuisce a realizzare al cimitero urbano di Casale Monferrato il Famedio IMI monferrini adibito al rimpatrio dai cimiteri militari tedeschi dei resti mortali di giovani soldati originari del Monferrato che scelsero la via del lager alla collaborazione con i nazifascisti.

Federlearn.it – Divulgazione Responsabile