Legge 398/1991: il plafond si calcola con criterio di cassa

Ai fini del calcolo del plafond dei 400.000 Euro di cui alla l. 398/91 deve essere applicato il criterio di cassa, escludendo quindi corrispettivi fatturati ma non ancora incassati. Questo quanto deciso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 22440 del 15 luglio 2022.

La Corte si esprimeva in merito al ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro un’associazione sportiva dilettantistica. L’Agenzia affermava che l’ASD avrebbe superato il limite previsto dalla L.398/91 (prima di 250.000 e dal 2017 di 400.000€) per il riconoscimento del regime agevolato e che per il calcolo del plafond si sarebbe dovuto utilizzare un criterio di cassa allargato.

Gli ermellini hanno smentito questa affermazione sostenendo che “è indubbio che il momento rilevante per la determinazione del plafond è quello in cui il corrispettivo viene incassato” e che “la normativa richiamata evidenzia con chiarezza che nel calcolo del plafond devono essere conteggiati tutti i ricavi di natura commerciale incassati, con conseguente esclusione dei ricavi fatturati, ma non ancora incassati.”

Per questo motivo, La Corte rigetta il ricorso e pone a carico della ricorrente le spese del giudizio.

Cassazione Ordinanza n. 22440 del 15 luglio 2022

 

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