La guerra di Putin. Le steppe orientali si tingono di sangue, l’Europa è al bivio del suo destino

Con 800mila profughi e migliaia di cittadini barricati nei bunker delle città, il morso del nazionalismo affonda i suoi denti nella carne dell’Europa. L’avanzamento dell’Alleanza Atlantica sulla porta di casa della Russia, a nostro giudizio, non è stata una buona idea. Identificare Europa e Nato è — se possibile — persino peggio. L’ultima volta che il nodo ucraino (“Nato sì, Nato no”) era venuto al pettine è stata quattordici anni fa. L’unanimità richiesta dall’Alleanza non fu raggiunta, anche grazie alla sapienza politica di un leader come Romano Prodi: non se ne fece saggiamente nulla. Si discusse, in alternativa, dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea ma tutto rimase a bagnomaria. Un fatale errore, come vediamo oggi. E torna il monito di Albert Einstein: «Io non so con quali armi verrà combattuta la terza guerra mondiale, ma so che la quarta sarà combattuta con pietre e bastoni».

Fonte: Italia libera – Giornale digitale di formazione e partecipazione attiva

L’editoriale di IGOR STAGLIANÒ
IL – 3 Marzo 2022

La guerra di Putin. Le steppe orientali si tingono di sangue, l’Europa è al bivio del suo destino

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